Sesta puntata della serie “Bella storia”, in cui ti presentiamo i coworker di Fornace Lab: storie e progetti differenti che hanno scelto la modalità dell’ufficio condiviso per portare avanti la propria idea di business. 

Alle nostre domande oggi risponde Andrea Goffi: con la passione per il disegno da sempre, ma solo da poco approdato nel mondo dei freelance come illustratore.

Per combattere la solitudine della libera professione, ha deciso di venire a lavorare a Fornace per “incontrare persone in 3D” e consigliarci tantissime serie TV in pausa pranzo. 

Ciao Andrea, dicci qualcosa di te…

Sono Andrea e disegno da sempre. Mi piace il cibo: lo cucino, lo mangio, a volte lo sogno. Gioco a tennis, studio teatro di improvvisazione, amo fare snorkeling e perdermi nelle cartolerie.

Ho lavorato come UX designer sia in start-up che in grandi aziende; ora mi sono lanciato nel mio progetto personale come illustratore: www.andreagoffi.com.

Cosa fa esattamente un illustratore?

Usa segni per comunicare un messaggio. Con le illustrazioni puoi raccontare la storia di Cappuccetto rosso, visualizzare il PIL pro capite in un’infografica su Il Sole 24 Ore, aiutarti a montare una Kallax o invogliarti a comprare l’ultimo numero di Internazionale.

Per me le illustrazioni sono un’opportunità per raccontare chi sei e cosa vuoi.

Io mi occupo di illustrazioni per aziende che vogliono fare un’ottima prima impressione o coccolare i propri clienti.

Com’è la tua tipica giornata di lavoro?

Faccio sempre colazione (ciao mamma!).

La mattina faccio cose analitiche e pallose. Sfrutto la pausa per pranzare con qualcuno, giocare a tennis o vedermi una puntata della serie che sto seguendo (ora è Shameless). Il tardo pomeriggio è il mio momento preferito, quando ho più idee e riesco a fare ciò che mi piace.

Perché hai scelto di lavorare in un coworking?

Ho lavorato in full remote per più di 5 anni, ma ho sempre avuto un ufficio di riferimento che bazzicavo ogni tanto. Ora, come libero professionista, voglio mantenere questo momento sociale settimanale e incontrare persone in 3D, oltre che in meeting.

In più, dal coworking sono più focalizzato: riesco a chiudere tante attività più velocemente e questo mi da modo di sviluppare progetti personali o staccare la spina quando serve.

​​Quali vantaggi/benefici hai trovato nel lavorare in coworking?

Ci sono poche distrazioni ed è bello parlare con persone che magari vivono le tue stesse esperienze e frustrazioni. In più, avere un coworking in provincia così curato e attrezzato è stata una piacevole scoperta.

La tua musica preferita mentre lavori?

Probabilmente Willie Peyote. Offre un repertorio che va dalla musica più leggera a roba più carica che si abbina bene al saliscendi di molte mie giornate.

Qual è la tua scintilla?

Non prendersi troppo sul serio. In ogni illustrazione provo ad inserire un qualcosa di comico, paffuto o imperfetto, per fare pace con l’imperfezione e perché no strappare un sorriso. Alleggerire in generale: siamo così pieni di cose pesanti attorno a noi. Prendo il disegno sul serio, ma non me stesso.


Se vuoi lavorare in coworking anche tu…