Nel modo in cui concepiamo alcuni termini legati al mondo del lavoro c’è un AC e DC, Avanti Covid e Dopo Covid. Smartworking, nomadi digitali, coworking, equilibrio vita-lavoro: sono tutte espressioni che esistevano anche prima di quel famoso marzo 2020 ma che dopo la pandemia abbiamo iniziato a conoscere meglio, comprendere, ripensare e adattare alle nostre esigenze.
Il concetto di coworking, ad esempio, si è evoluto.
Non parliamo più di spazi condivisi solo in città, ma i coworking sono arrivati anche in Provincia e hanno portato con sé un nuovo modo di pensare alla vita lavorativa, che mette al centro la vicinanza, la comunità e la sostenibilità.
È questa idea di condivisione radicata sul territorio che ha fatto nascere, nel mondo, il termine coworking di prossimità e, a Gavardo, il nostro coworking Fornace Lab.
Ma cosa si intende per coworking di prossimità?
Non esiste una definizione univoca e universalmente riconosciuta, ma il concetto di coworking di prossimità si riferisce a realtà che creano spazi di lavoro condivisi vicino alle persone, nelle loro comunità, a pochi passi da casa. Anche, ma forse è il caso di dire soprattutto, lontano dalle città o dai grandi centri abitati.
A differenza infatti dei grandi spazi di coworking situati nelle zone centrali delle metropoli, il coworking di prossimità si trova in aree più tranquille, in cittadine più piccole, o in zone considerate rurali.
Oltre al coworking c’è di più…
Il coworking di prossimità ha l’ambizione di superare il semplice concetto di condivisione di un ufficio, di un luogo fisico dove lavorare, ma vuole offrire un’opportunità per riorganizzare il nostro modo di vivere e lavorare: non è più obbligatorio vivere vicino al posto di lavoro, ma diventa possibile lavorare vicino al posto in cui si sceglie di vivere, abbattendo lo stress e migliorando la famosa work-life balance, ovvero l’equilibrio tra vita professionale e privata.
Già così, sembra una ficata, no?! Ma il coworking di prossimità ha anche due altri obiettivi, non secondari: creare una rete di relazioni e opportunità più locali, legati al territorio in cui si trova, e dare un contributo per la riduzione delle emissioni di CO2.
Qualche dato dal report Enea sul smartworking e riduzione delle emissioni, non per farci prendere dal panico, ma per capire. In Italia i trasporti sono responsabili di oltre il 25% delle emissioni totali di gas effetto serra e di queste oltre il 90% provengono dal trasporto su gomma (il 70% sono automobili).
Se a questo dato uniamo il percorso di 35 km che un italiano medio percorre ogni giorno in un 1 ora e 20 minuti (eeeeh, il traffico!) per raggiungere il posto di lavoro, possiamo iniziare a capire quanto un lungo tragitto casa-lavoro possa incidere sul trattamento che riserviamo al nostro Pianeta.
Accorciare le distanze, eliminare i tragitti lunghi, avvicinare i servizi alle persone: per tutti questi motivi il coworking di prossimità si inserisce perfettamente nell’espressione città dei 15 minuti, coniata dall’urbanista Carlos Moreno e resa famosa qualche anno fa dalla sindaca di Parigi Anne Hidalgo.
La filosofia delle città dei 15 minuti
La città dei 15 minuti promuove l’idea di vivere e lavorare in un ambiente in cui tutto ciò di cui hai bisogno — dal lavoro, alla spesa, ai servizi — è raggiungibile in massimo 15 minuti a piedi o in bicicletta. Per le zone rurali in realtà, lo sappiamo bene, anche 15 minuti in macchina possono sembrare un sogno ad occhi aperti.
Immagina di svegliarti al mattino e metterci meno di quindici minuti – invece che 60 – per andare al lavoro: quante cose in più potresti fare?
Alcune idee che ci sono venute in mente: posticipare la sveglia e dormire 45 minuti di più, guarda un episodio della tua serie preferita, prepararti la schiscetta che hai scordato la sera prima, fare una corsetta veloce e una doccia rigenerante.
Questo tipo di vicinanza facilita la gestione del tuo tempo, che torna appunto ad essere tuo, e non buttato nel traffico ogni giorno (per quanto i podcast di Barbero o Pablo Trincia possano farti compagnia durante il tragitto).

A sentirlo, o meglio leggerlo, può sembrarti il sogno irrealizzabile di un inguaribile idealista ma è anche quello che proviamo a realizzare nella pratica ogni giorno con Fornace Lab. Vogliamo fare in modo che questo modello di coworking diventi un’opportunità per chi vive nel nostro territorio, dal Garda alla Valle Sabbia, per provare a costruire insieme un futuro dove vita lavorativa e vita privata smettano di fare a cazzotti e tornino ad essere buone amiche.
Vuoi scoprire di più sul coworking di prossimità e su cosa si prova a lavorare a Fornace Lab?
Siamo qui. A pochi passi da te.