Primo episodio della serie “Bella storia” in cui ti presentiamo i coworker di Fornace Lab. Storie e progetti differenti che hanno scelto la modalità dell’ufficio condiviso per portare avanti la propria idea di business: oggi iniziamo con Eleonora Rapacchietta.

Ciao Ele, dicci qualcosa di te…

Ciao, sono Eleonora e sono una fotografa e fotoritoccatrice digitale!

Il mio percorso inizia (qualche anno fa) come studentessa di pittura, all’accademia di Belle Arti di Bologna. Qui scopro la fotografia analogica e la camera oscura, il luogo dove nascono le prime basi del mio lavoro oggi. Da circa dieci anni infatti mi occupo di postproduzione fotografica digitale, quindi sviluppo ed elaborazione dell’immagine fotografica.

Assieme al fotografo Damiano Nava, realizziamo cataloghi per aziende di prestigio nel settore dell’ arredamento e del design. Il nostro è lo studio Nava Rapacchietta Photography.

Qual è l’attività dello studio Nava Rapacchietta?

Lo studio è specializzato in fotografia di Interior Design e Still Life, per brand del settore internazionali. Oggi lo studio offre anche realizzazione di immagini in 3D, styling e video.

Com’è la tua tipica giornata di lavoro?

Da quando sono mamma, la “giornata tipo” si modella in base ai giorni…. Quando non sono al computer alla mia postazione di Fornace Lab, seguo Damiano sui set fotografici durante gli shooting. In  questo modo, il look da dare successivamente alle immagini (grazie al mio lavoro di postproduzione) viene in parte studiato durante le riprese.

Perché hai scelto di lavorare in un coworking?

Perché ho sentito il bisogno, soprattutto nel post pandemia, di tornare a condividere spazi ed energie nuove, con la gente!

​​Quali vantaggi/benefici hai trovato nel lavorare in coworking?

La capacità di concentrarmi bene e a lungo, in uno spazio ben strutturato per il lavoro a computer. Nonché il vantaggio di staccare con piccole pause caffè e sane chiacchiere (anche) frivole!

La tua musica preferita mentre lavori?

Il mio repertorio è legato ai luoghi che ho frequentato… A Bologna amavo il reggae, a Berlino la musica elettronica… Resto comunque sempre molto curiosa e aperta alle novità.

Qual è la tua scintilla?

La mia scintilla è decisamente l’aspetto creativo del mio lavoro. I miei interessi: l’arte, il cinema, la pittura, il cibo… trovano eco nella ricerca dell’immagine. Se un progetto mi emoziona, probabilmente sarà un bel lavoro!