Settima puntata della serie “Bella storia”, in cui ti presentiamo i coworker di Fornace Lab: storie e progetti differenti che hanno scelto la modalità dell’ufficio condiviso per portare avanti la propria idea di business.
Oggi è il turno di Elisa Baldo di rispondere a qualche domanda. Per raccontarci chi è, cos’è Wayves e cosa fa esattamente una travel designer.
Ciao Elisa, dicci qualcosa di te…
Sono Elisa, sono solare, amo le belle vibes e le persone energiche. La noia non fa per me e la routine ancora meno. Se c’è un evento a cui partecipare (se si balla, ancora meglio) ci sono. Sono leale, sincera (a volte troppo) testarda e amante del cibo in tutte le sue forme.
Ho lavorato anni nel turismo, poi ho fatto un giro nel marketing e nella comunicazione, dove mi sono laureata, finché non ho capito che stavo solo allontanandomi da quello che mi animava davvero: le persone. Così ho fondato Wayves, il mio studio di travel design.
Cosa fa esattamente una travel designer?
Pensa a una fashion designer: studia chi ha davanti, le sue forme, il suo stile, la sua personalità e poi disegna qualcosa che ti vesta perfettamente. Un interior designer fa lo stesso con gli spazi: parte da come vivi, da cosa ti fa stare bene, e progetta un ambiente che ti rispecchi.
La travel designer fa esattamente questo, ma nei viaggi. Non sono un’agente di viaggi, non faccio parte di un’agenzia. Parto dalla persona, costruisco l’itinerario da zero con i partner locali selezionati e confeziono tutto su misura con loro.
Com’è la tua tipica giornata di lavoro?
Inizia con un dolcetto. Il caffè non fa per me (sì, lo so, sono un caso raro). 😅
In questo momento sto costruendo tutto da zero: itinerari, business plan, contenuti social, formazione sulle destinazioni. Non esiste ancora una routine vera e propria, ogni giorno porta qualcosa di diverso. La mattina, di solito, studio e progetto gli itinerari, il pomeriggio spesso è dedicato all’operatività dei contenuti social e alle consulenze con i clienti.
Sono un vulcano di idee e non lo cambierei per niente al mondo.
Perché hai scelto di lavorare in un coworking?
La risposta è semplice: ho bisogno delle persone.
Non è solo una questione di produttività o di spazio fisico, è proprio una questione di energia. Lavorare da sola in silenzio mi spegne. Ho bisogno di un ambiente vivo intorno, di qualcuno con cui scambiare due parole tra una chiamata e l’altra, di sentire che c’è movimento.
Fornace Lab è diventato il mio posto quasi naturalmente, è professionale quanto basta e umano ancora di più. Esattamente quello che cercavo.
Quali vantaggi/benefici hai trovato nel lavorare in coworking?
La produttività è migliorata! Quando sono qui riesco a chiudere le cose molto più velocemente che a casa. Ma il vantaggio che non mi aspettavo è stata la rete umana.
Trovarsi in uno spazio con persone che vengono da background completamente diversi dal tuo è stimolante. Ci si confronta, ci si ispira, ogni tanto ci si scambia un consiglio che vale oro. E poi, diciamocelo… avere uno spazio curato e bello in cui ricevere anche i clienti non è un dettaglio da poco. 😊
La tua musica preferita mentre lavori?
Solitamente ho due playlist.
La prima è uncaos totale, e la amo esattamente per questo.
Dentro c’è di tutto: musica commerciale, italiana, techno, qualcosa di rock, qualcosa che non so nemmeno come ci sia finita. Nessun filo logico apparente.
La seconda, invece, è energia e good vibes: la mia amata America Latina. Rappresenta al 100% le mie vibes: solare, entusiasta, energica, passionale. È la mia playlist preferita, dentro e fuori dal lavoro. Diciamo che se mi vedete ballare mentre costruisco un itinerario, è normale.
Qual è la tua scintilla?
Ilmio sorriso e l’energia che nasce dall’incontro con le persone.
Amo le good vibes e amo trasmetterle. Mi piacciono le persone entusiaste, quelle che ci mettono il cuore in quello che fanno, quelle che ti trascinano. E spero di essere una di quelle per chi mi incontra.
Quello che mi dà davvero soddisfazione è quando riesco ad appassionare qualcuno che non avrebbe mai pensato di affidarsi a un servizio come il mio e, invece, ci vuole provare, perché sente che rappresento esattamente quello che cercava, senza dover perdere tempo a cercare da solo. Lì ho fatto centro.✨