Secondo episodio della serie “Bella storia” in cui ti presentiamo i coworker di Fornace Lab. Storie e progetti differenti che hanno scelto la modalità dell’ufficio condiviso per portare avanti la propria idea di business. 

Oggi – che è la Giornata Mondiale della Terra – non a caso tocca a Federica Oliva, founder di Nullo, il negozio zero waste gentile con il Pianeta.

Ciao Fede, dicci qualcosa di te…

Ciao! Come forse si può intuire, odio farmi fotografare. Oltre a questo piccolo dettaglio sono mancina, adoro andare ai festival e concerti, cucinare e fare delle grandissime sessioni di coccole con Rucola: la mia coinquilina a quattro zampe :)

Sul lato professionale invece faccio parte di quella fetta di persone che hanno studiato architettura e ora fanno tutt’altro. Ho un’amica che fa l’insegnante, uno è meccanico di biciclette, un altro ha progettato un giradischi e una ora è ceramista. Io come loro ho stravolto tutto decidendo di aprire un’attività commerciale sostenibile: Nullo.

Cosa è Nullo?

Nullo è un negozio zero waste, ho creato il luogo dove sarei voluta andare a fare la spesa. Fisicamente si trova a Salò con vista sul lago di Garda – l’e-shop con cui spediamo in tutta Italia (e a breve anche in Europa) è www.nullo.eu 

“Zero waste” letteralmente significa “senza sprechi”: senza packaging inutili in plastica, senza cose superflue. Nullo offre cibo sfuso bio (in modo da acquistare solo la quantità di cui hai bisogno), cosmetica sostenibile plastic-free, prodotti per la casa (il tappetino per il forno che sostituisce la carta forno va forte e piace un sacco alle siure!).

Gentilezza e sostenibilità sono le due colonne portanti, no greenwashing e marchettate. Sarò di parte, ma per me non è solo un negozio. 

Com’è la tua tipica giornata di lavoro?

Non ce l’ho! 😂

Tutto quello che programmo spesso viene stravolto dalle urgenze. Avere una piccola attività da gestire spesso richiede di essere multi-tasking e io mi ci ritrovo molto. Mi ritengo una persona multipotenziale che non ha mai avuto il grande desiderio di avere un unico lavoro specifico.

Con Nullo sono responsabile della scelta dei prodotti, del design, social, magazzino, amministrazione, public relations ecc. Ora il team si è allargato e posso dedicarmi a tutto ciò che non si può fare dietro al bancone in tranquillità.

Perché hai scelto di lavorare in un coworking?

Come dicevo ci sono tante cose da gestire. Avere uno spazio, come è il coworking di Fornace Lab, che non sia il negozio o casa, dove mi distraggo troppo facilmente, mi aiuta tantissimo. Vedere altre persone che lavorano mi carica e aiuta a mantenere la concentrazione.

​​Quali vantaggi/benefici hai trovato nel lavorare in coworking?

Non vale per chiunque ma, almeno per me, non contaminare lo spazio privato della casa con il lavoro è essenziale per mantenere un po’ di equilibrio e salute mentale.

Quando si lavora in proprio, spesso si rischia di lavorare 24/7 e alla lunga non è decisamente sostenibile. 

La tua musica preferita mentre lavori?

Domanda difficilissima! Hai qualche ora? Ti offro una birretta?

In questo periodo ascolto tanto Hiatus Kaiyote, The Smiths, C’mon Tigre, l’ultimo degli Idles e ho rispolverato Repave dei Volcano Choir che ascolto quando piove. Poi vabhe, una dose settimanale dei Radiohead per prendersi male non manca mai. 

In alternativa mi affido alla playlist “discover weekly” con la speranza di scoprire qualche chicca, o ai link che mi arrivano per messaggio: sharing music is my love language.

Qual è la tua scintilla?

La scintilla di Nullo è moltiplicare gentilezza, rendere il mondo un pochino più sostenibile e inclusivo. Sperare che qualcosa di migliore sia possibile e condividerlo con altre persone creando comunità.