Terzo episodio della serie “Bella storia” in cui ti presentiamo i coworker di Fornace Lab. Storie e progetti differenti che hanno scelto la modalità dell’ufficio condiviso per il proprio lavoro. 

Se ci segui su Instragram conosci già Turbo, la nostra adorabile mascotte, ma oggi i riflettori sono tutti per la sua padrona Silvia Mastroianni, la nostra coworker che lavora come UX e UI designer.

Ciao Silvia, dicci qualcosa di te…

Ciao, sono Silvia, la coworker che viene a Fornace Lab da Brescia

Amo la primavera, i brunch, cucinare, i mercatini, fare tante passeggiate in mezzo alla natura (meglio se in montagna) con Turbo 🐕‍🦺 e adoro qualsiasi dolce commestibile esistente. Amo i rain ma anche i brain-storms 🫢 e non posso lavorare senza tanta luce, la mia to-do list e un sacco di file FigJam aperti.

Al momento sto lavorando come UX e UI designer per un’azienda svizzera.

Come hai deciso di diventare UX/UI Designer?

Il design in qualche modo è sempre stato il filo conduttore del mio percorso.

Un fun fact che mi è appena venuto in mente cercando di rispondere a questa domanda: ricordo che il mio professore di interior design al liceo artistico ci aveva chiesto di progettare un sito web di giocattoli, tipo un e-commerce. Dovevamo progettarlo su una tavola da disegno tecnico e poi colorarlo con matite o pennarelli – è la versione analogica old-school di Figma. Comunque per me era stato super divertente, molto più di progettare interni, e avevo preso 10 🥸. Secondo me è stato un segno.

Fun fact a parte, è stato un percorso abbastanza lineare: il corso di Web e Comunicazione in Santa Giulia mi ha dato le basi per tutto ciò che riguarda la progettazione grafica delle interfacce. Ho realizzato successivamente che è molto più gratificante progettare qualcosa che non sia solo bello per me, ma che sia studiato sulle reali esigenze delle persone. Questo fa parte della User Experience e l’ho approfondito grazie ai Bootcamp di Memorisely – ed eccomi qua :)

Com’è la tua tipica giornata di lavoro?

Per me esistono 2 tipi di giornate: la giornata “ideale” e la giornata “tipica”.

🌞 Nella giornata ideale mi alzo molto presto, porto Turbo a fare una passeggiata, esco per una corsetta o mi alleno in palestra, preparo la colazione (e se sono da Fornace, rubo qualche biscotto), apro il computer per organizzare la mia giornata e lavoro fino a pranzo. Se sono a casa, preparo il pranzo e guardo una puntata di qualche serie, altrimenti schiscetta da Fornace con i coworker. Altro giro veloce con Turbo e torno a finire i miei task della giornata.

🌝 Nella giornata tipica – quella più comune e realistica – è tutto molto meno calmo: posticipo la sveglia più volte, esco con Turbo o mi alleno a seconda della motivazione e, mentre preparo la colazione, accendo già il computer. I pranzi sono un insieme di ingredienti svuota-frigo o focacce e burger vegetali già pronti comprati all’Esselunga.

In realtà poi le cose che porto a termine sono più o meno le stesse, ma se mi rendo conto di aver dedicato troppo tempo al lavoro e poco a me stessa, cerco di recuperare la sera facendo qualcosa che mi faccia sentire appagata e felice :)

Perché hai scelto di lavorare in un coworking?

L’azienda per cui lavoro non ha sede in Italia, per cui la maggior parte del tempo lavoro da remoto. Inizialmente mi piaceva l’idea, però lavorare troppo spesso da casa ha iniziato a pesarmi sempre di più. Mi distraevo troppo facilmente e sentivo di aver bisogno di un sano equilibrio, mi mancava un ambiente di lavoro condiviso!

​​Quali vantaggi/benefici hai trovato nel lavorare in coworking?

Per me, lavorare in modalità ibrida è la soluzione perfetta. Passare anche solo un paio di giorni a settimana da Fornace ha migliorato tantissimo la mia produttività. Lavorare in un ambiente tranquillo con i miei nuovi “colleghi acquisiti” è stata la svolta.

La mia salute mentale ringrazia, merito anche della plant & pet therapy 🌱🐶  Posso infatti portare con me Turbino, non potrei chiedere di più.

La tua musica preferita mentre lavori?

Dipende sempre dal mood, dalla giornata, dalla stagione – troppi fattori influenzanti. Le mie playlist su Spotify in realtà sono un mix di canzoni che non c’entrano nulla l’una con l’altra. Posso mettere insieme i The Cure, Calcutta, Kanye West e Rino Gaetano 🫠

Qual è la tua scintilla?

La mia scintilla è unire al meglio possibile il problem-solving e la funzionalità con la creatività e l’estetica. Penso sia la mia sfida quotidiana più frequente e stimolante al lavoro. 


Se vuoi lavorare in coworking anche tu…