In questi giorni è stato pubblicato il nuovo report sui trend del mondo del lavoro, presente e futuro, stilato da IWG – la società che gestisce alcuni dei coworking più grandi al mondo, tipo Regus e Copernico, per intenderci. 

Ce lo siamo letti per bene ed ecco in 5 punti quali sono secondo noi gli aspetti più interessanti. 

Il lavoro ibrido è qui per restare

Il lavoro in modalità ibrida offre a milioni di individui in tutto il mondo la possibilità di svolgere il proprio lavoro nei luoghi più disparati e con modalità che favoriscono il loro benessere e la loro produttività: qui a Fornace ad esempio abbiamo ben due coworker che sono in realtà dipendenti di aziende con sede in altre città o altri Stati. 

Questo fenomeno, tra le poche cose positive che ci ha lasciato il Covid, secondo il report è destinato a durare nel tempo: uno studio condotto infatti dall’Università di Stanford, prevede che un terzo se non addirittura la metà dei lavoratori continueranno a adottare un approccio ibrido nel lungo periodo. Vai così!

È nato un nuovo ruolo: il Chief Hybrid Officer

Il report di IWG afferma che tra i vertici aziendali si vede sempre più un ruolo nuovo e specializzato per organizzare il lavoro ibrido: il Chief Hybrid Officer. Le aziende riconoscono l’importanza del lavoro ibrido e si sforzano di massimizzarne il potenziale nominando una persona che garantisca che tutto funzioni senza intoppi. Essendo un incarico nuovo, il nome e le funzioni possono leggermente variare tra un’azienda e l’altra ma realtà come Cisco, GitLab e Meta (la mamma di Facebook) hanno tutte nominato un responsabile del lavoro da remoto.

Fun fact: Annie Dean, ex responsabile del lavoro da remoto di Meta, è ora passata a lavorare per la società di software Atlassian ed responsabile del Team Anywhere (che è nome stupendo!). 

Cambia il design dello spazio di lavoro

Diciamo addio al tradizionale quartier generale delle aziende, o meglio, addio a come lo conoscevamo. Secondo il report IWG, il design degli spazi di lavoro verrà sempre più ripensato come uno spazio per la collaborazione, la creatività e la socializzazione (sounds familiar). I dipendenti chiedono spazi di lavoro migliori, ma più piccoli, per ritornare a una dimensione più umana. 

Secondo Doug Demers, direttore dell’ufficio di Seattle di HSK (il secondo studio di architettura negli USA), stiamo assistendo al cambiamento di molti spazi di lavoro che cercano di essere più amichevoli: finiture, mobili e colori vengono ripensati per rendere gli spazi più “caldi” e accoglienti.

Climate quitting: la nuova tendenza della Gen Z

Il climate quitting è il nuovo termine da conoscere per parlare di lavoro con la Gen Z.  Questo termine indica la tendenza, in particolare tra i lavoratori nati in questo millennio, a lasciare il lavoro o a rifiutare offerte di lavoro perché l’azienda non soddisfa i criteri ESG (acronimo che indica Environmental, Social, Governance).

La nuova attenzione alla sostenibilità sul posto di lavoro riguarda la sostenibilità ambientale ma anche umana: il 50% dei lavoratori afferma infatti che non accetterebbe una posizione di lavoro che non consente il lavoro ibrido e il 60% delle donne con figli valuta un’offerta di lavoro anche in base all’attenzione che l’azienda presta nell’assistenza all’infanzia

Local work = Pianeta contento

Last but not least: il lavoro ibrido è anche meglio per il pianeta. IWG e Arup, hanno esaminato l’impatto ambientale del modello ibrido negli Stati Uniti e nel Regno Unito e i risultati sono stati stupefacenti: gli studi hanno dimostrando che il lavoro localizzato può portare a una riduzione delle emissioni di carbonio fino all’87%. Questo risultato è la conseguenza positiva di un pendolarismo meno frequente e dell’uso di spazi flessibili condivisi vicino alle case dei lavoratori.

Questa idea, che condividiamo al 100%, si ricollega al concetto sempre più popolare della città dei 15 minuti, in cui tutto ciò di cui abbiamo bisogno si trova a 15 minuti da casa. Meno km dobbiamo fare in auto ogni giorno e più il pianeta è contento. 

Se vuoi leggere il report completo, lo puoi trovare qui: The Future of Work – A trends forecast for 2024.